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di Giuseppe Tesorone
Durante un match race le barche manovrano molto più spesso rispetto ad una regata di flotta, questo sottolinea l’importanza dell’affiatamento dell’equipaggio e rende il match race una importante opportunità di allenamento anche per equipaggi che abitualmente sono impegnati in altre tipologie di regata.
Il grande pubblico identifica il Match Race nella Coppa America. Non tutti sanno, però, che la Coppa America è un match race del tutto atipico, in quanto alcune caratteristiche basilari delle regate “uno contro uno” non sono rispettate.
In Coppa America, le barche, pur nel rispetto dei rigidi parametri imposti dal regolamento, sono differenti fra loro. Questo fa si che i risultati delle regate di Coppa America non siano valide per la speciale classifica rivolta ai timonieri di Match Race (Ranking List), poiché si ritiene che le differenti prestazioni del mezzo possano determinarne il risultato.
Il match race “tradizionale” si contrappone alla Coppa America in quanto, pur conservando le forti emozioni agonistiche, risulta essere una tipologia di regata decisamente economica. Per partecipare ad una regata è sufficiente sostenere i contenuti costi di iscrizione, non si deve possedere una barca, né si devono sostenere le relative spese di ottimizzazione. Pertanto, in relazione all’aspetto economico, il match race è una disciplina alla portata anche di chi è impegnato a regatare in altre classi. Tra l’altro per le sue particolari caratteristiche, il match race è un ottimo “mezzo” di allenamento estremamente utile da inserire in un programma di preparazione, a prescindere dall’attività velica principale. Sia chi regata su derive, sia chi regata con barche di altura può trovare giovamento preparandosi con il Match Race.
E’ evidente che la capacità di condurre la barca, il corretto utilizzo del timone, le regolazioni, l’assetto, i pesi a bordo, le manovre, i passaggi di boa sono in ogni tipo di regata elementi che condizionano il risultato finale. Non sempre, però, in una regata di flotta si riesce a percepire quanto si è perso o guadagnato nei vari momenti della regata.
Nel Match Race invece, il continuo e ravvicinato contatto con l’avversario, che dispone di una barca identica, mette in risalto tutte le capacità dell’equipaggio e consente di misurarne immediatamente pregi e difetti.
La necessità di marcare un avversario o viceversa l’esigenza di togliersi da una “copertura” scomoda, costringe gli equipaggi a manovrare molto spesso. Per questa ragione il numero di virate e di strambate in un match race in genere è molto più elevato rispetto ad una regata di flotta e, indubbiamente, ciò stimola il perfetto affiatamento dell’equipaggio.
L’importanza di “capire” la barca
Altro aspetto importante che può concorrere ad una buona preparazione di un equipaggio è la capacità di adattamento ad una barca con la quale non si è mai regatato. Nelle regate di match race, infatti, le barche sono scelte dall’organizzazione e possono essere diverse tra loro, da 22 a 40 o più piedi. Barche più leggere, più manovriere, più pesanti, con abbrivi differenti e regolazioni diverse; barche con differente numero di equipaggio (tre, quattro, cinque o più persone). Si intuisce l’importanza di adattarsi in tempi brevi ad ogni tipo di barca, ed è evidente come questi momenti concorrano ad accrescere ed arricchire le capacità e le conoscenze di tutto l’equipaggio. Nel match race ancor di più che nella flotta, un bravo timoniere senza un buon equipaggio difficilmente può essere vincente. Lo squilibrio, più sopportabile nella flotta, risulta particolarmente difficile
da colmare. Questo perché la vicinanza dell’avversario, la necessità di continue manovre da eseguire in tempi brevi richiedono oltre, ad un alto livello di competenza, una grande attitudine al lavoro di squadra.
Un solo avversario da battere, una sola barca contro cui regatare, un solo obiettivo per il team: la vittoria. Per raggiungerla la conoscenza del regolamento diviene strumento indispensabile con cui gestire l’aspetto tattico.
Il match race stimola ad approfondire nei minimi dettagli la conoscenza del regolamento. E ciò perchè la tattica si basa proprio sulla esasperata interpretazione del regolamento stesso.
Per vincere a volte è necessario tentare di infliggere una penalità all’avversario. Quindi in ogni fase della regata, dal pre-partenza all’arrivo è opportuno avere ben chiaro in mente quali sono i diritti e quali sono gli obblighi dei contendenti. Eventuali dubbi possono essere fatali! La presenza degli umpire (arbitri) assicura il regolare svolgimento della regata.
Stretto contatto con l’avversario. Intensità delle regate. Numero di match che si disputano in una giornata. Repentini capovolgimenti di fronte. Sono queste le ragioni che stimolano gli equipaggi a controllare e gestire le emozioni.
Match race è … adrenalina!
Le regate di Match Race sono brevi ed intense; in una giornata si possono effettuare fino a 7/8 match. Una regata dura circa 20/30 minuti. Sono minuti molto intensi, vissuti all’insegna dell’adrenalina e di forti emozioni che si susseguono una dopo l’altra.
Attraverso il match race si può migliorare un aspetto psicologico di fondamentale importanza nella vela come nella vita: la gestione delle emozioni.
Una emozione forte, positiva o negativa che sia, è generalmente un elemento che condiziona il livello di attenzione e, più nello specifico, la concentrazione. Esaltarsi per aver inflitto una penalità può far perdere il controllo (leggi marcatura dell’avversario). Un errore che potrebbe rivelarsi assai più grave della penalità di vantaggio, fino a favorire irrimediabilmente l’avversario.
Le regate si susseguono con intervalli brevi. Tra un arrivo e una nuova partenza è necessario riuscire a “resettare” tutte le emozioni vissute per essere pronti a gestire quelle che da lì a poco arriveranno.
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