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L'ARBITRAGGIO
 

di Giuseppe Tesorone

L’arbitraggio a mare richiede una grande perizia da parte degli umpire che devono analizzare posizioni in continuo movimento, ricordarsi delle posizioni precedenti e infine, nel giro di pochi secondi, emettere un verdetto.

Il match race è caratterizzato da regate brevi, intense, altamente spettacolari. La presenza di un solo avversario da battere, di una sola barca contro cui regatare, determina una atteggiamento tattico basato sulla perfetta conoscenza del regolamento e sulla interpretazione esasperata dello stesso.
Proprio per questa ragione, ancor più che in altre tipologie di regate, la presenza di un arbitro nel match race è indispensabile; non è possibile immaginare una regata di match race senza gli umpire.
L’arbitraggio a mare non è affatto semplice, basti pensare a quali complicazioni gli arbitri vanno incontro con mare formato e vento forte.
E’ facile analizzare un caso a tavolino, comodamente seduti, con la possibilità di riguardarsi le posizioni più volte.
In mare, al contrario, è possibile che un’onda faccia rollare pericolosamente il gommone degli umpire proprio in un momento cruciale.

Come funzione l’arbitraggio?
Normalmente sulla barca-arbitri (generalmente un gommone) sono presenti due umpires. Dal momento dell’ingesso (-4 minuti alla partenza), i due arbitri iniziano una vera e propria cronaca della regata, commentando in prima persona le manovre dei due equipaggi. Un umpire segue la barca blu (diventando lui il soggetto) evidenziando tutte le modifiche di rotta, il completamento di una manovra, l’ingaggio, etc; l’altro umpire fa la medesima cosa con la barca gialla.
In questo modo, gli arbitri sono pronti in ogni momento a giudicare le varie situazioni che si verificano.  
Nel caso di una protesta, c’è una rapida consultazione che porta poi alla decisione.
Da sottolineare che, per dare una penalità, i due arbitri devono aver preso la stessa decisione; se, ad esempio, entrambi ritengono che l’infrazione sia stata commessa dalla barca blu, la penalità verrà assegnata ovviamente alla barca blu.
Viceversa, se i due arbitri non si trovano d’accordo nel giudizio, la decisione sarà bandiera verde-bianca, ossia nulla di fatto, nessuna penalità. Ciò si può verificare se:

  • un umpire giudica che la barca blu ha commesso un infrazione e l’altro, invece, giudica che non è stata commessa nessuna infrazione del regolamento;
  • un umpire giudica che la barca blu ha commesso un infrazione e l’altro, invece, giudica che l’infrazione al regolamento è stata commessa dalla barca gialla.

Indubbiamente, la necessità di unanimità di giudizio da parte degli arbitri per infliggere una penalità, fa si che la bandiera verde-bianca sia quella che si vede più spesso.

Quando possono intervenire gli umpire?
Probabilmente non tutti sanno che nei casi in cui vengono infrante le regole della parte 2 – “Quando le barche si incontrano”, gli umpire possono intervenire e infliggere una penalità solo se chiamati in causa da uno dei due equipaggi. Ciò vuol dire che se si dovesse verificare un’evidente infrazione del regolamento, ma nessuno dei due equipaggi protesta, gli umpire non possono penalizzare chi ha infranto la regola. 
Gli umpire possono, invece, intervenire liberamente e infliggere una penalità se:

  • un equipaggio entra nel teatro di partenza in anticipo, ad esempio taglia la linea perpendicolare alla linea di partenza passante per gli estremi prima del suo segnale preparatorio (– 4 minuti alla partenza)
  • un equipaggio non attraversa e libera la linea di partenza entro i due minuti successivi al suo segnale preparatorio (-2 minuti alla partenza);
  • un equipaggio tocca una boa;
  • viene infranta una regola della parte 4, ad esempio quella relativa al pompaggio.

Per vincere a volte è necessario tentare di infliggere una penalità all’avversario. Quindi in ogni fase della regata, dal pre-partenza all’arrivo, è opportuno avere ben chiaro in mente quali sono i diritti e quali sono gli obblighi dei contendenti. Eventuali dubbi possono essere fatali! La presenza degli umpire (arbitri) assicura il regolare svolgimento della regata.

Quando si richiede una penalità, si apre a tutti gli effetti una udienza. Ciò vuol dire che l’equipaggio che ha protestato non è affatto immune dal giudizio degli umpire; può capitare che proprio l’equipaggio che a richiesto l’intervento arbitrale venga ritenuto dagli umpire responsabile di un’infrazione al regolamento e quindi penalizzato.
Appare evidente la necessità di conoscere alla perfezione il regolamento e soprattutto la necessità di rimanere sempre lucidi, perché una richiesta avventata potrebbe rivelarsi fatale ai fini del risultato finale del match.

Come si chiedono le penalità?
Le penalità si chiedono esponendo in maniera visibile la bandiera Y immediatamente dopo l’incidente in cui si è coinvolti. Per incidente ovviamente si intende un’infrazione del regolamento e non necessariamente una collisione. Generalmente l’esposizione della Y viene accompagnata da una segnalazione verbale chiara e decisa: protest.  In questo modo gli umpire possono vedere e sentire la richiesta di penalità.
E’ davvero importante saper chiedere nel modo corretto le penalità.
Quando si è alle prime armi nel match race, nell’enfasi del combattimento, può capitare di chiedere una penalità sbagliando il tempo della richiesta; un errore frequente è far richiesta di penalità ancor prima che una qualche regola sia stata infranta. In questo caso gli arbitri rispondono bandiera verde e bianca accompagnata da un lungo segnale sonoro; ciò vuol dire nessuna penalità. Paradossalmente può capitare che da lì a pochi istanti ci siano i presupposti giusti per far richiesta di penalità, ma, l’equipaggio inesperto, scoraggiato dalla bandiera verde-bianca appena vista non chieda la penalità, proprio nel momento in cui ne aveva tutto il diritto. 
E’ bene ricordare che gli arbitri giudicano ciò che è successo un attimo prima dell’esposizione della Y e non quello che sta per avvenire.

       
       

 


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