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IL SOLFEGGIO
 

di Giuseppe Tesorone

Un buon team di match race deve dedicare tempo all’allenamento. Affiatamento dell’equipaggio e perfetta padronanza del mezzo sono elementi indispensabili per essere competitivi. 

Gli schemi che vengono utilizzati nelle varie fasi di un match race e in particolare nel pre-partenza sono spesso noti ad entrambi i contendenti; la differenza è determinata dalla capacità di riuscire a metterli in pratica. Quindi, diamoci da fare e iniziamo a conoscere alcuni esercizi che ci metteranno in condizione di migliorare il feeling con la barca e l’affiatamento dell’equipaggio. Questi esercizi sono definiti il solfeggio in quanto sono la base per interpretare il match race.

Il Dial Up
Il Dial Up è la posizione che assume una barca quando si ferma contro vento. E’ una fase estremamente frequente nel pre-partenza, grazie alla quale la barca che è sotto il controllo dall’avversario ha l’opportunità di riuscire a capovolgere una difficile situazione. Tutto è nelle mani dell’equipaggio e, in particolare, del timoniere e del prodiere. Il timoniere farà mollare le vele, orzerà fino ad arrivare con la prua al vento e tenterà di mantenere questa posizione. La barca perderà gradualmente velocità fino a perdere completamente l’abbrivio.
A barca ferma il timone non funziona e l’unico modo per mantenere la prua al vento è agire sul fiocco. Il prodiere dovrà utilizzare il fiocco, mettendolo a collo a destra o a sinistra, per cercare di mantenere la posizione di prua al vento. La posizione che assumerà il prodiere sarà avanti all’albero con le spalle verso prua e lo sguardo rivolto verso poppa, pronto a cogliere eventuali segni del timoniere; la posizione del boma potrà fornire al prodiere importanti indicazioni sulla reale posizione della prua dell’imbarcazione rispetto al vento e potrà fargli capire se sarà necessario scontrare il fiocco a destra o a sinistra per rimanere in dial up.
Alcuni consigli per il prodiere:

  • mettere il fiocco a collo prendendolo più o meno a metà base e tenerlo ben teso verso il basso per far si che lavori sia la parte bassa che la parte alta del fiocco;
  • non perdere mai di vista la rotazione che si ottiene;
  • evitare che la barca ruoti eccessivamente e si perda quindi irrimediabilmente la possibilità di mantenere la prua al vento.

Alcuni consigli per il timoniere:

  • agire sul timone finche c’è avanzamento;
  • tenere il timone ben fermo al centro quando la barca è ferma ed è in stallo;
  • individuare il momento in cui la barca inizia a indietreggiare per utilizzare nuovamente il timone, tenendo ovviamente conto del diverso senso di marcia.

Il controllo della retromarcia
La retromarcia è molto utilizzata nel pre-partenza ed è frequente vedere nel match race barche ingaggiate che procedono a retromarcia. Indubbiamente questa è una situazione inusuale in una regata di flotta.
Vedremo in seguito che dal punto di vista del regolamento c’è differenza tra una retromarcia indotta, ossia voluta dall’equipaggio e ottenuta con un utilizzo mirato delle vele, e una retromarcia naturale ottenuta grazie all’azione del vento e delle onde con la barca si trova in dial up.

Per un timoniere esperto, sarà ben più semplice rimanere in Dial Up una volta innescata la retromarcia.
   
Ecco alcuni utili suggerimenti per gestire la retromarcia.
E’importante che il timoniere percepisca il momento nel quale si innesta la marcia indietro; in quel momento potrà finalmente ricominciare ad utilizzare il timone per tenere la prua al vento, cosa che fino a poco prima era esclusivamente frutto dell’azione del prodiere e del corretto utilizzo del fiocco a collo: un po’ a dritta, un po’ a sinistra.
L’indicazione che più di ogni altra ci fa capire che abbiamo innescato la marcia indietro è la maggiore pressione che percepiamo sul timone. Il timone all’aumentare della velocità diventerà sempre più duro e dovremo fare attenzione a indurire bene i muscoli dell’avambraccio per evitare di perderne il controllo. Movimenti con escursioni di pochi gradi sono indispensabili per un buon controllo della marcia indietro.

E’ importante esercitarsi a ripartire dal Dial Up cercando di accelerare la barca nel minor tempo possibile.

Come si riparte da un Dial Up
Il timoniere deciderà se partire a destra o a sinistra e lo comunicherà all’equipaggio e in particolare al prodiere che avrà il compito di iniziare a far ruotare la barca.
Analizziamo la sequenza di questa manovra e i compiti dell’equipaggio ruolo per ruolo:
il  prodiere metterà il fiocco a collo prendendolo da circa metà base e inizierà a far ruotare la barca;
il randista terrà la randa ben lascata, il tailer si preparerà a mettere il fiocco a collo ed eliminerà l’imbando della scotta di sopravento; il timoniere favorirà la manovra tenendo conto del moto della barca.
Appena la barca sarà ruotata di circa 30°, il tailer cazzerà la scotta di sopravento mettendo così il fiocco a collo per l’intera superficie e agevolerà ulteriormente la rotazione della barca. In questa fase il randista tiene ancora la randa in bando per evitare che l’effetto poggiero del fiocco a collo venga neutralizzato dall’effetto orziero della randa.
Non prima che la barca sia ruotata di circa 80° il timoniere ordinerà il cut: il fiocco non sarà più a collo, ma sarà cazzato con la scotta di sottovento; la randa si cazzerà e il timoniere dovrà sempre tener conto del moto della barca per cercare di favorire il buon esito della manovra. A tal proposito sottolineo che talvolta nel vano tentativo di accelerare i tempi della ri-partenza, i timonieri meno esperti vanno in confusione! Sarà bene tenere il timone al centro nel momento in cui la barca, arrestata la marcia indietro, si ferma. Il timone verrà utilizzato nuovamente non appena la barca inizierà ad avanzare.
In questa fase, soprattutto con venti leggeri, il corretto spostamento dei pesi dell’equipaggio favorirà l’accelerazione della barca. Sarà indispensabile che l’equipaggio si muova tutto insieme con ottimo sincronismo.

       
       

 


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